Trekking al rifugio Antermoia con i bambini: esperienza indimenticabile

Bambini lago Antermoia

 

Ciao, io sono Valentina (@mammaincamper in rete) con la mia famiglia viaggio in camper e le nostre mete preferite sono le montagne, in particolar modo le Dolomiti. Oggi sono qui su Viaggiapiccoli per raccontarvi di quella volta che abbiamo dormito al Rifugio Antermoia a 2456m nel cuore del gruppo del Catinaccio in  Val di Fassa. Fare un trekking al rifugio Antermoia con i bambini, e dormire nel cuore delle Dolomiti, è un’esperinza unica per le famiglie.

Il rifugio Antermoia, un simbolo delle Dolomiti

L’Antermoia è un rifugio simbolo di queste montagne, innanzitutto è logisticamente in un punto meraviglioso, ma poi è anche difficile da raggiungere da qualsiasi parte cerchi di arrivarci è comunque lontano, non ci sono scorciatoie questo rifugio bisogna conquistarselo.

famiglia trekking

Io ci sono andata in giornata con mio papà la prima volta a luglio 2020 e sono rimasta talmente incantata che ad agosto ho deciso di portarci anche mio marito e i miei figli di 11 e 8 anni, per essere sicuri di riuscire a farcela abbiamo deciso di passare una notte al rifugio.

Il trekking al rifugio Antermoia con i bambini

Siamo partiti noi quattro alle 8.15 di una mattina di fine agosto da Pera di Fassa, abbiamo preso la seggiovia Rosengarden e siamo scesi al secondo troncone, da qui parte il Sentiero delle leggende. Un sentiero nel bosco dove ci sono varie stazioni che raccontano tutte le leggende di queste montagne, naturalmente noi ci siamo fermati per leggerle tutte. Questo primo tratto è molto facile con poco dislivello e immerso dentro al bosco. In poco meno di un’ora di arriva al Rifugio Gardeccia… e qui inizia il bello!!!

Dal Gardeccia al Vajolet

Trekking rifugio Gardeccia
Rifugio Gardeccia

Dal Gardeccia si prende il sentiero 546 verso il Rifugio Vajolet ( leggi il nostro articolo sul trekking  al Vajolet con i bambini) , si saluta il bosco… il percorso si fa più accidentato, le imponenti montagne sono proprio davanti a te dandoti la sensazione di entrare in mondo nuovo.

I primi km di questo sentiero sono ancora abbastanza tranquilli, ma quando si arriva sotto al rifugio (lo si vede dal basso su grosso sperone di roccia) ti aspetta una salita ripida, il fiato inizia a mancare ma si sale inesorabilmente e alle 11.00 siamo al Rifugio Vajolet. Qui ci concediamo una piccola pausa: una merenda, un sorso d’acqua, il bagno e soprattutto abbiamo fatto il timbro del rifugio sul nostro quaderno (questo rito si ripete per ogni rifugio in cui passiamo).

trekking
Dal Vajolet al Passo Principe

Sentiero 584 fino al Rifugio principe

Adesso è il momento di prendere il sentiero 584 che ci porterà al Rifugio Passo Principe, ora entriamo davvero nel cuore del Gruppo del Catinaccio, per noi questo tratto di percorso è stato il più difficile, sono km e km di salita lenta e costante, non è ripida, ma non ti da tregua. Se ti guardi intorno non puoi che rimanere senza fiato, adesso alle montagne ci sei dentro, le senti vicine e anche se la stanchezza si fa sentire si continua a camminare, un passo dopo l’altro.

rifugio Principe

Ci siamo presi qualche pausa lungo questo tratto, perché i ragazzi iniziavano ad accusare la stanchezza e la fame, nonostante ciò alle 12.40 eravamo al Rifugio Passo Principe dove ci siamo fermati per il pranzo: panini portati da casa, una birra fresca per mamma e papà e il dissetantissimo succo di sambuco per i ragazzi. Questo è uno dei miei rifugi preferiti, è addossato alla montagna proprio sul passo e non si capisce come faccia a stare su, ma lui è lì pronto a dar ristoro agli escursionisti. Dopo questa fondamentale pausa ristoratrice è il momento di attaccare il Passo Antermoia.

Dal Passo Principe si prosegue sempre sul sentiero 584 passando ai piedi della grande parete del Catinaccio d’Antermoia (che rimane alla nostra sinistra) salendo con un ripido sentiero a zig zag il pendio detrifico fino a raggiungere il Passo Antermoia a 2770m.

Verso l’Antermoia, la parte più bella del trekking

 

Questo tratto per i miei figli è stato la parte più bella di tutta l’escursione, qui davvero devi pensare a dove mettere i piedi e calcolare ogni passo a volte aiutandoti anche con le mani. Ma l’emozione di salire in cima alla montagna e vedere il mondo dall’alto ripaga davvero tutte le fatiche, la sensazione di libertà e di leggerezza che si prova a quelle altitudini è davvero indescrivibile.

trekking dolomiti donna
Attacco al Catinaccio

Arrivati al Passo d’Antermioia i 1500m di dislivello in salita sono terminati, ora seguendo sempre il segnavia 584 scendiamo lungo il Valon d’Antermoia, abbiamo girato intorno al Catinaccio e si scende sempre lungo un ripido sentiero roccioso a ziz zag, anche qui bisogna un po’ inventarsi alcuni passaggi, girando intorno a massi rocciosi o attraverso piccole pietraie. Io ho fatto questo sentiero a distanza di un mese ed era completamente cambiato. Finita la discesa si arriva in un pianoro, qui le pietre fanno da padrone al panorama, il paesaggio è lunare, sembra di essere in un altro mondo. Ormai la nostra meta è vicina lo sentiamo, ma ancora non si fa vedere!!!

Il lago Antermoia

lago d'antermoia

Il Lago di appare all’improvviso, quando giri intorno ad una montagnola, ti si mostra in tutto il suo splendore così quando meno te lo aspetti e se sei è fortunati si può vedere la Marmolada che si specchia nelle sue acque. Le leggende narrano che proprio qui, sulle rive del Lago d’Antermoia si incontrassero le streghe della valle.  Vi consiglio di fermarvi un po’ sulle rive del lago, recuperare fiato, respirare quest’aria che è diversa da quella che respiriamo di solito, immergere i piedi nell’acqua ghiacciata e perché no fare anche una merenda!!!

Una notte al rifugio Antermoia con i bambini

Percorrendo poi un lato del lago e seguendo il suo emissario si arriva al Rifugio Antermoia, dove veniamo accolti dal gestore Martin Riz, che ci fa vedere la nostra camera e l’interno del rifugio. Questo è stato ristrutturato recentemente, dentro è molto accogliente e ci sono alcune stanze per le famiglie o piccoli gruppi oltre ad uno stanzone coi letti a castello fino al soffitto tipo di ogni rifugio.

Siamo arrivati al rifugio intorno alle 16.00, abbiamo avuto il tempo di risistemarci un pochino, poi i bambini sono andati a giocare al ruscello che passa a fianco del rifugio e io e papà ci siamo concessi un aperitivo ad alta quota. Il momento più bello di tutta la giornata arriva proprio ora, quando la montagna di svuota, le ombre si allungano… resta il silenzio e il respiro delle Dolomiti. In quel momento ho iniziato a sentirmi un tutt’uno con la montagna, dopo le fatiche per raggiungere quel luogo, ho sentito che mi stava ripagando di tutto regalandomi il suo lato migliore.

La cena in rifugio

Devo fare una menzione speciale alla cena in rifugio, perché i miei figli si sono fatti fuori tutto senza fiatare e hanno anche assaggiato cose che a casa mai avrebbero osato, sarà stato il gran camminare o l’aria buona di montagna ma quella cena è entrata in cima alla classifica delle migliori cene mai fatte!!! Il menù prevedeva tre primi, tre secondi e tre dolci a scelta che abbiamo ordinato all’arrivo, inutile dirvi che si ci siamo alzati da tavola più che sazi.

Dopo la cena è arrivato uno dei momenti tanto attesi dai bambini, uscire a guardare le stelle davanti al fuoco… di stelle ne abbiamo viste poche perché il cielo era coperto, ma abbiamo passato una bella serata davanti al fuoco a bere latte caldo e a chiacchierare con altri escursionisti.

Nei rifugi solitamente si va a letto presto, alle 22.00 stremati dalle fatiche della giornata eravamo già tutti nella nostra stanza a farci un bellissimo sonno ristoratore. Per la notte noi ci siamo portati i sacchilenzuolo, che sono più leggeri ed occupano meno posto rispetto ai sacchi a pelo e le federe per i cuscini, le coperte sono fornite dal rifugio.

L’alba tra le Dolomiti

Quando dormi a 2500m non puoi perderti il sorgere del sole… Io e Rachele, gli uomini si sono rifiutati, ci siamo alzate prima dell’alba verso le 5.30 e siamo sgattaiolate fuori dal rifugio verso il Passo di Dona, a 10 minuti a piedi, per vedere il sole nascere da dietro il Pordoi. Da questo punto si ha una vista panoramica stupenda: partendo da sinistra vedi l’altopiano di Siusi, poi il Sasso Piatto e il Sasso Lungo, davanti hai il Pordoi, scorrendo lo sguardo ancora verso destra vedi la Marmolada ed infine le Pale di San Martino…. E vi garantisco che vedere sorgere il sole si tutti questo è un emozione unica!!!

Consigli per un trekking all’Antermoia

Dopo aver visto nascere il sole vi consiglio di tornare sui vostri passi e andare a vedere il Lago d’Antermoia, perché al mattino presto l’acqua e un bellissimo specchio in cui tutte le montagne circostanti sembrano tuffarcisi dentro e i colori che assume il paesaggio intorno a voi a quest’ora del mattino sono davvero stupefacenti.

famiglia all'antermoia

Adesso è proprio ora di colazione, ed una colazione da campioni, anche se siamo a 2500m non manca niente ed abbiamo fatto il pieno di energia per l’imminente ritorno a valle. Per tornare avevamo due opzioni: fare la Val Duron con arrivo a Campitello o la Val Udai che ci avrebbe riportato a Pera dove avevamo lasciato il nostro camper. Volendo tornare esattamente al punto di partenza abbiamo optato per la Val Udai (segnavia 580). Se anche voi sceglierete questa opzione preparatevi ad amare ma anche odiare questa valle… è un sentiero più unico che raro, è una valle dura e selvaggia senza nessun punto di ristoro, il percorso è ripido e sconnesso, ma attraversandola non puoi fare a meno di entrare in contatto con la vera essenza della montagna.

C’è un torrente che vi segue lungo buona parte del sentiero, lui vi darà ristoro, ogni tanto ci sono dei punti in cui potete rinfrescavi e sostate… Sul limitare del bosco c’è anche una grotta. Quando arriverete nel bosco dopo che siete stati per più di 24h oltre quest’altitudine vi sembrerà strano… tutto quel verde e quell’ombra quasi li avete scordati.

Il ritorno dopo il trekking al rifugio Antermoia

Il trekking all’Antermoia con i bambini non è finito: bisogna tornare. Per scendere abbiamo impiegato circa 5 ore, purtroppo in discesa abbiamo qualche problema di ginocchia, i bambini da soli avrebbero impiegato molto meno tempo!!!

Con il ritorno a Pera si conclude la nostra avventura con il trekking al Rifugio Antermoia, siamo stanchi e sporchi, ma c’è una gioia dentro di noi che non si può spiegare, i bambini sono stati bravissimi non si sono mai lamentati e anche per loro è stata un esperienza di forte contatto con la natura, di misurazione delle proprie capacità e dei propri limiti.

Il grande problema di quando fai un’ escursione come il trekkimng all’Antermoia con i bambini è che poi non vedi l’ora di tornarci… spero che tutti voi possiate dormire almeno una volta nella vita al Rifugio Antermoia, noi aspettiamo con ansia di fare il bis!!!

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