Al Rifugio Contrin con i bambini, passeggiata e notte in rifugio

bambini i nprato alpino con asini

 

Una passeggiata facile e adatta alle famiglie in Val di Fassa è l’escursione fino al Rifugio Contrin con i bambini. Il rifugio adagiato ai piedi della Marmolada e del Gran Vernel si raggiunge con un sentiero facile, tra prati alpini e panorami mozzafiato. La passeggiata è accompagnata da giochi per i bambini, curiosità e una caccia al tesoro (con premio finale) con la comp0agnia della Mucca Ombretta e l’amico misterioso.

La passeggiata si snoda su un grande sentiero sterrato che si potrebbe percorrere anche con passeggino da trekking (ci passano le jeep), ma vista la pendenza (non sempre addolcita dai tornanti) vi consigliamo lo zaino o il marsupio. E soprattutto, se prenotate per tempo, vi consigliamo di dormire al rifugio Contrin, una notte tra le montagne è indimenticabile. I bambini si riposano e avranno un ricordo ancora più bello di questa avventura.

 

La passeggiata fino al rifugio Contrin: tipologia

Noi siamo partiti da Canazei e abbiamo lasciato l’auto nel grande parcheggio gratuito degli impianti di Ciampac.La camminata dura tre ore, con un dislivello di 500 metri.

 

mappa sentiero 602

Il primo tratto è il più ripido e difficile, ma in un bellissimo bosco profumato, ma dopo la baita Loicia Contrin il sentiero è pianeggiante e si snoda tra prati verdissimi e lo scenario elle cime del Vernel, della Marmolada, del Colac e di Cima Ombretta.

Gran parte del sentiero è in falsopiano, fino al ponte che attraversa il Ruf de Contrin, arrivati alla malga Cianci (1828 m) ultimo sforzo, ultima salita di duecento metri sotto l’ombra di grandi larici e si arriva al rifugio Contrin (2016 m), dove ci sono prati per giocare liberi e un’area all’aperto attrezzata per i bambini.

Rifugio Contrin, passeggiata con i bambini  sul sentiero 602

Dal parcheggio parte il nostro sentiero, il sentiero 602, i bambini vengono subito attirati dai cartelli con la Mucca Ombretta, che ha perso il suo amico, Volpino l’alpino e chiede aiuto ai bambini per ritrovarlo. Lungo il percorso per giungere alla tana di Volpino i piccoli cercatori troveranno indizi e curiosità.

Prima di partire fermatevi a leggere (o fotografate, così la potete leggere la sera) la leggenda della Val Contrin.

Tra una leggenda, un indovinello e un gioco i bambini camminano veloci. Oltrepassiamo un enorme spaventapasseri fatto di rotoballe, facciamo la nostra torre di sassi come i veri alpini e ci fermiamo a giocare con gli asini.

Arriviamo al Contrin in tre ore, con calma, stanchi ma di ottimo umore. I bimbi trovano anche Volpino e al bar ritirano il loro premio, un matitone di legno intagliato con un fiore di stoffa. Io compro anche un fazzoletto da usare come fascia per i capelli, come ricordo.

Le stanze del Contrin

Quindi ci sistemiamo in stanza. Il Contrin ha una Capienza di 130 posti: 40 posti in camere nel corpo centrale, di cui sette con il bagno e 70 posti in camerata in un’altra palazzina.

Noi abbiamo una bellissima quadrupla con bagno.

I prezzi delle camere al Contrin

 

La cena al Contrin

Nei rifugi del Trentino è risaputo che si mangia bene, ma al Contrin questo è vero due volte, infatti il gestore Giorgio De Bertol nasce come cuoco, il suo stinco è fenomenale, ma anche la semplice cotoletta per i bambini è tenerissima.

 

La storia del rifugio Contrin

La storia di questo rifugio comincia a inizi del 900, durante la I Guerra mondiale diventa un fortino austriaco e viene bombardato, nel dopoguerra, Arturo Andreoletti, presidente dell’Associazione nazionale Alpini lo ricostruisce.

Dopo cena mi fermo a chiacchierare con Francesca De Bertol, 28 anni, che gestisce il rifugio insieme al padre Giorgio , 72 anni.

E mi racconta: “I miei genitori si sono sposati nel 1974 e invece di fare il viaggio di nozze hanno iniziato la stagione qui. Mio padre fu contattato dagli alpini e il week-end dopo aver sposato mia madre ha aperto il rifugio , lui chef e mamma cameriera di sala si sono lanciati in questa avventura, anzi per un periodo hanno gestito contemporaneamente anche un rifugio a Passo Sella”.

Francesca chiacchiera e riflette: “Una volta il rifugio era una base, tutta la clientela era gente alla buona, che dormiva anche per terra o sui tavoli, oggi il cliente è diverso, considera il rifugio come un albergo d’alta quota. Noi cerchiamo di resistere e di mantenere viva la tradizione, come spegnere le luci alle dieci o cantare tutti insieme (in sala da pranzo infatti ci sono una fisarmonica e una chitarra a disposizione di tutti), ma in montagna vengono solo gli anziani e le famiglie con bambini, mancano i giovani, i ragazzi della mia età, che venivano in montagna con i loro genitori. Che fine hanno fatto? Bisogna restare uniti per non perdere le tradizioni “.

Giorgio De Bertol ha 5 figli, Francesca è la più piccola e aiuta papà al Rifugio, dove ogni estate, l’ ultima domenica di giugno da 37 anni in memoria della storia del rifugio si tiene una festa per gli Alpini.

Andrea Mauro Filippo e Marie invece lavorano all’albergo a Canazei aiutano la mamma.

 

Una notte in rifugio

Noi abbiamo scelto di passare la notte al rifugio Contrin. Alle dieci si sono spente le luci e ho addormentato i bambini leggendo la leggenda della bella Conturina, nell’abbraccio sicuro del Gran Vernel, del Piccolo Vernel, di Cima Ombretta, di Sasso Vernale e Cima Uomo.

Abbiamo dormito sereni e protetti nel cuore delle Dolomiti, eravamo stanchi per la camminata, ma anche rigenerati dall’aria pura e dai colori dolci dell’imbrunire nel silenzio dei monti.

La mattina dopo eravamo  carichi di energie e buon umore, pronti a vivere.

 

Se vi trovate in Val di Fassa potrebbe interessarvi il trekking con i bambini sulla Viel Del Pan.

 

 

 

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